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PIANTE VASCOLARI DEL GRAPPA Il monte Grappa può non suscitare particolare interesse in un visitatore distratto; può sembrare solo una delle tante cime pedemontane erbose, apparentemente poco incise e spesso coperte di nubi.Osservandolo con un po' più d'attenzione, però, si può notare subito come si elevi maestoso dalla pianura antistante, come una muraglia in parte erosa e appiattita, ma in parte ancora intatta e scoscesa, come nelle valli di Santa Felicita e di San Liberale. Il Grappa infatti è formato da un unico blocco calcareo che si è sollevato, rispetto alla pianura, per centinaia di metri in corrispondenza della "flessura pedemontana" ( piega a ginocchio che si estende dal Pasubbio al Friuli) con faglie parallele ( struttura ad "HORST").
Questa sua vicinanza con la pianura, e quindi con le istituzioni accademiche, nonché la frequentazione umana che si protrae da millenni, lo hanno reso facilmente accessibile ai primi studiosi del mondo vegetale(1) che così lo hanno reso famoso, quasi un "locus" classico della botanica, come il m. Baldo nel veronese e il Summano nel vicentino.Tale fama non è comunque usurpata, perché vari elementi contribuiscono a creare le condizioni per lo sviluppo e la conservazione di una varietà considerevole di specie vegetali (circa 1.500). Cerchiamo di prenderne in considerazione alcuni: LE GLACIAZIONI Durante le glaciazioni il massiccio del Grappa era stretto tra due grandi ghiacciai, quello della valle del Brenta e quello della valle del Piave.Ai bordi meridionali di tali ghiacciai, per l'intensa esposizione al sole dovuta alla forte pendenza del terreno, si sono create delle aree libere, almeno periodicamente, dai ghiacci, dove hanno continuato a crescere ed evolversi piante del terziario; Tali zone sono dette per ciò zone di rifugio. Si sono potute così conservare specie endemiche come: Paederota bonarota Saxifraga burserana Saxifraga mutata Aquilegia einseleana Moltkia sufrutticosa Rhodothamnus chamaecystus Campanula caespitosa Iris cengi alti Mentre nuove specie si sono evolute dalla flora del terziario ( neoendemismi):Euphrasia tricuspidata Primula spectabilis Saxifraga squarrosa var. grappae La glaciazione ha fatto inoltre migrare dalle zone artiche fiori adatti ai climi freddi, alcuni di questi si sono conservati fino ai giorni nostri nelle zone più alte e fredde, creando dal basso verso l'alto, in pochi chilometri, un gradiente floristico simile a quello che dalle zone temperate va fino all'artico. Ne sono esempi la:Drias octopetala Saxifraga paniculata Pinguicula alpina AREA DI CONFINE Il Grappa fa da confine ad alcune aree floristiche; Alcune specie dell'area balcano-illirica si spingono ad ovest fino al Grappa e non oltre:Genista sericea Lamium orvala Cytisus pseudoprocumbens La vicinanza con la pianura e il mare che ne mitiga la temperatura, soprattutto nel versante sud-ovest, lo rendono adatto alla crescita di alcune specie tipicamente mediterranee come:Quercus ilex Asparagus acutifolius Rhamnus alaternus Anche la zona insubrica si estende con alcune specie fino al Grappa:Altre piante sono migrate dalle steppe asiatiche fino al Grappa, estendendo però il loro areale anche oltre: Leontopodium alpinum Lilium martagon Prunus spinosa VARIETA' DI AMBIENTI Nonostante la modesta altezza (1.775 m.), il nostro massiccio presenta una grande varietà di ambienti che hanno permesso di insediarsi e prosperare a una numerosa varietà di fiori.
A sud si parte da una fascia collinare molto antropizzata, con presenza di rare zone umide e a volte torbose, per salire ai versanti meridionali, prima coltivati a vite, poi a castagno, quindi a bosco e pascolo.I versanti nord, più impervi e più freschi, creano ambienti di forra dove prosperano piante interessanti, come Acerus platanoides, euonimus europaeus, ecc. Le valli profonde e scoscese, (a sud S.Liberale e S. Felicita, ad est v. Scura, v. Calcino, v. Schievenin, a nord v. Stizzon,) creano condizioni di insolazione e ventilazione peculiari, contribuendo così alla diversificazione microclimatica. Nel piano culminale e lungo le creste ci sono ambienti che si avvicinano al piano alpino e ospitano alcune specie caratteristiche.(es. Salix serpillifolia, linum alpinum ssp. Julicum, ecc.). L'UOMO A complicare ulteriormente l'orizzonte floreale è intervenuto e continua ad operare l'uomo.Molti ambienti del Grappa sono di origine artificiale, cioè creati dal lavoro umano, come i prati, i pascoli e la maggior parte dei boschi dove gli alberi sono stati piantati e selezionati a seconda delle esigenze commerciale o di utilità. A causa del diverso utilizzo che viene ora fatto della montagna (abbandono dei boschi, dei prati falciati e di alcuni pascoli) sta cambiando anche l'orizzonte floristico, e molte specie, non trovando più l'ambiente in cui prosperavano, stanno lentamente scomparendo. Un forte impatto ambientale l'ha avuta la "Grande Guerra"; purtroppo alcune piante che erano state segnalate nel periodo prebellico, soprattutto nel piano culminale, non sono più state ritrovate, ed è comprensibile, dato l'intenso bombardamento che in certe zone ha addirittura modificato l'altimetria dei rilievi. LIMITI GEOGRAFICI DELLA RICERCA Il territorio esaminato è delimitato ad est dal Piave, a nord dalla val Feltrina e del Cismon e ad ovest dal Brenta.A sud comprende le colline da Bassano a Cornuda e la pianura antistante fino alla zona delle risorgive del Sile. A complemento e integrazione di tale studio è stata allargata la zona di esplorazione alle montagne circostanti, alla ricerca di specie non presente nel Grappa. Tale area si estende ad est dal Pasubbio , cima D'Asta, M. Copolo, proseguendo nelle vette Feltrine, monti del Sol, M. Serva, a nord, fino al M. Teverone e M. Cavallo ad ovest. Comprende inoltre l'altipiano dei Sette Comuni e le prealpi trevigiane da Valdobbiadene a Vittorio Veneto, allargandosi a sud fino alla laguna di Venezia, Eraclea e Caorle. METODO La ricerca è cominciata nell'estate 1989, con escursioni bi o trisettimanali nel massiccio del Grappa, programmate in modo da coprire tutto il territorio accessibile a piedi,…e anche oltre.Ho cercato di turnare le escursioni in modo da frequentare tutti i versanti in tutte le stagioni. Tale lavoro si è protratto quasi ininterrottamente fino 1996; dopo tale data le escursioni si sono estese anche ai territori limitrofi e a zone interessanti delle alpi e degli Appennini fino al Gran Sasso e Maiella. Ad ogni escursione venivano raccolte e fotografate le nuove specie che si incontravono, mentre si prendeva nota di ambiente e altimetria dei fiori rari, interessanti o belli. Per la classificazione mi sono attenuto ai criteri della "Flora D'Italia" del Pignatti. dr. Gabriele Vardanega
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Ultimo aggiornamento: Monday 29 January 2001